Honduras: la terra proibita dei Caraibi

Il 3 Agosto 2017 dopo aver trascorso 2 meravigliosi mesi in Guatemala, passiamo dopo tante ore di bus e di nave  il confine per l’Honduras.

 

 

Mica tutto fila liscio al primo colpo!
Siamo in ritardissima e…. l’imprevisto è sempre dietro alla porta!

 

 

Finalmente passato il problema foratura gomme, arriviamo alla frontiera che con un bel  timbro ci conferma che possiamo entrare anche in Honduras!!

Evviva…. Ci vogliono gli Honduregni!!

Bienvenidos a Honduras è il cartello che ci accoglie.

 

 

La prima tappa che decidiamo di fare è di visitare le splendide isole.

Arriviamo giusto in tempo, nonostante il bus fosse in ritardissima, a prendere il traghetto direzione isola di ROATAN.

Ovviamente anche via mare ci aspetta una nuova avventura..

 

 

Il mare era talmente così agitato che la maggior parte delle persone stava male sul traghetto.

Suggestionati dagli odori e dalle persone piegate a destra e a manca cercavamo di controllare il nostro stomaco guardando un punto fisso verso l’alto del cielo.

Quando finalmente abbiamo toccato terra, la mia testa ha continuato a girare come una trottola e il mio stomaco era indeciso sul da farsi.

Fatto un breve pitstop su una panchina e sistemato le onde nel mio cervello e fatto capire al mio equilibrio che finalmente avevamo toccato terra e le onde erano un ricordo lontano, prendiamo un taxi che ci porta nel centro dell’isola di Roátan.
 
 

ISOLA di ROATAN

 
 
L’isola di Roátan è una delle tre meravigliose isole situate nella Baia dell’Honduras, in Centro America, un’isola di smeraldo nel mare dei Caraibi.

Girata un po’ l’isola abbiamo subito capito che ci stavamo trovando in un paradiso naturale ancora inesplorato, in cui il ritmo delle vita scorre molto lento.

La prima cosa che facciamo e’ noleggiare un motorino perchè è l’unica maniera per andare a scoprire questa affascinante isola.

Girovagando con il motorino la prima tappa la facciamo in onore del Rhum Honduregno.

Troviamo un chiosco sulla strada che con assaggi ci fece degustare vari tipi di Rhum.

E bravvviiiii…. ottima accoglienza!!

 

 

Motorizzati abbiamo avuto la possibilità di vedere l’isola da tante angolazioni.

 

 

L’isola, ci ha stupito per i suoi colori irreali, che sembravano quelli che vedevamo sui cataloghi in agenzia e che pensavamo fossero ritoccati, mentre invece sono reali!!!

Tanto sole tropicale e meravigliosi fondali da cartolina…

 

 

Ci avevano raccomandato di  visitare West Bay, la spiaggia più famosa e turistica dell’isola.

Questa spiaggia a ‘west bay’ e’ una vera oasi di pace.

 

 

Sabbia finissima su cui rilassarci, le alte palme che ci proteggono dal sole torrido e il mare turchese sullo sfondo sono il perfetto scenario che ci aspettavamo su questa isola.

 

 

Era impossibile tenere gli occhi aperti da quanto il sole era accecante.

 

 

La meraviglia di girare in moto è la libertà di fermarsi a bere un COCCO in una casa sperduta e condividere con le paperelle ciò che rimane dal nostro cocco.

Non si butta via nulla in natura!!!

 

 

I nostri occhi si illuminavano alla vista di queste meravigliose ville.

Che SPRECO!!! Ville Hollywoodiane MERAVIGLIOSE  lasciate vuote…..
Ma daiiiiiii come si fa …..

 

 

Tra le varie location che abbiamo scelto questa ci è rimasta nel cuore.

Luca questa notte non si dorme, non possiamo disfare questa decorazione”

Questa è la meravigliosa accoglienza avuta al Parrot Tree Beach Resort

 

 

Vogliamo parlare dei tramonti??

Ma può il cielo avere questi colori naturali?

Meraviglia delle Meraviglie

 

 

Il Palmetto Bay e’ una destinazione meravigliosa. Una spiaggia bianchissima e completamente deserta.

 

 

Questo resort è nel posto migliore per vedere il tramonto.

 

 

Camminando sulla spiaggia di West Bay incontriamo il simpaticissimo Capitan Brocks, che ci invita ad andare a pescare con lui.

 

 

E’ proprio vero, West Bay è la migliore spiaggia in Roatàn, la più grande di sabbia più bianca e acque cristalline

 

 

Sulla spiaggia è normale trovare dei giochi a misura d’uomo.

Vediamo chi vince?

 

 

L’isola è il posto giusto per una vacanza all’insegna di relax, mare e natura.

 

 

Roátan e’ la piu’ grande delle isole della baja le isole gemelle.

Qualche anno fa’ l’ambientazione del reality L’isola dei famosi “nel vicino cajo cojinos” ha fatto conoscere a molti italiani la bellezza di questo sperduto angolo di paradiso davanti alle coste dell’Honduras.

Il nostro viaggio per il mondo ci fa incontrare Paradisi meravigliosi

 

 

Location meravigliose che ci confondono le idee..

 

 

Con il nostro motorino eravamo partiti con una mappa ben precisa…. tuttavia… siamo riusciti a PERDERCI

 

 

Quest’acqua da quanto e’ limpida si puo’ veramente bere.

 

 

Spettacolare è stata anche la vista di Punta Gorda, un paesino dove vivono i Garifona, una popolazione di origine africana

Un “viaggio dentro il viaggio” in un autentico angolo d’Africa.

 

 

Dopo aver perlustrato l’isola di Roátan in lungo e in largo, sopra e sotto, decidiamo di dirigerci verso l’altra perla del Mar dei Caraibi: Isola di Utila

Prendiamo quindi un traghetto che da Roátan in meno di 1 ora ci sbarca a Utila.
 
 

ISOLA DI UTILA

 
 
L’isola di Utila è considerata senza dubbio l’isola più selvaggia e incontaminata, dalle acque incantevoli dove si possono osservare gli squali balena più grandi nel mondo.

E’ un’isola abbastanza sconosciuta, molto piccola, pacifica e davvero molto tranquilla.

Rispetto all’isola di Roatan non abbiamo trovato nulla di straordinario.

Abbiamo capito che è l’isola perfetta per chi fa immersioni, infatti tantissime location ci propongono una tariffa speciale per dormire se prenotiamo lezioni di sub.

Diciamo che essendo arrivati dopo il week end di sballo, parecchi hotel si presentavano sporchissimi e i pochi negozi semi chiusi.

Non ci è piaciuto il clima che serpeggiava sull’isola considerata, molto sballo…

Rimaniamo quindi solamente una notte e l’indomani mattina riprendiamo la lancia per ritornare sulla terraferma.

 

 

Ed eccoci qui sul pullman che ci condurrà fino al nostra prossima tappa: il lago de Yojoa

 

 

A spasso per l’Honduras tra isole caraibiche e entroterra tutto da scoprire…

Lasciamo le isole di Roatan e Utila… destinazione Lago di Yojoa

 

 
 
 

LAGO DI YOJOA

 
 
Il lago di Yojoa è il più grande lago in Honduras, circondato da montagne mozzafiato.

Arrivati la prima cosa che abbiamo fatto è tuffarci con il kayak alla scoperta del lago più grande dell’Honduras.

 

 

La sensazione di libertà che genera il controllo del nostro kayak sul Lago de Yojoa non ha paragone.

 

 

Esplorare il Lago de Yojoa in kayak è una esperienza unica.
Abbiamo visto meravigliose ninfee

 

 

Riesci a immaginare una mattina di agosto mentre stai navigando nel meraviglioso Lago di Yojoa in Honduras, ascoltando il canto degli uccelli e vedi la natura nella sua pienezza?

Una meravigliosa sensazione.

 

 

Il nostro modo per visitare lo spettacolare Lago de Yojoa in Honduras
Soli con così tanta bellezza naturale intorno
Il più grande lago naturale dell’Honduras.

 


 
 
Lungo il Lago di Yojoa ho scoperto che la fioritura del banano e’ simile al parto di un bambino.

L’inflorescenza del banano si sviluppa tutta all’interno del fusto e ad un certo punto esce all’esterno improvvisamente, spruzzando acqua, tanto che è stata paragonata al parto di un bambino!

Quante cose si impara viaggiando!

 

 

Honduras, è il paese del caffè.. Paese piccolo, grande caffè!

ll caffè è il prodotto più esportato dall’Honduras. Quasi un terzo dell’intera popolazione honduregna è attivo nell’industria del caffè.

Qui ce lo stiamo gustando!!

 

 
 

Comayagua

 
 
Lasciato il Lago de Yojoa abbiamo ripreso il nostro viaggio per l’Honduras per raggiungere la città di Comayagua.

Siamo andati subito a visitare la Cattedrale considerata per il suo stile barocco tra le più belle del continente
Questo edificio religioso è stato costruito tra il 1634 e il 1711.

Meraviglioso!!

 


 
 

Tegucigalpa – Capitale –

 
 
Dopo aver visitato la città di Comayagua riprendiamo il bus che ci porterà dopo circa 1 ora di cammino nella capitale: Tegucigalpa.

Girovagando per il centro incontriamo “Los Dolores”, la prima chiesa costruita nella capitale in perfetto stile barocco.

 

 

Arrivati nella capitale siamo rimasti rapidi dalla bellezza della cattedrale di San Michele, uno dei luoghi religiosi più visitato dai turisti che arrivano nella capitale.

Il cuore di Tegus pulsa intorno alla Cattedrale di San Michele che presenta al suo interno numerose opere d’arte.

 

 

Qui ci troviamo nella via principale di Tegucigalpa, o Tegus come viene chiamata dai locali, la capitale dell’Honduras, una delle città più popolose del Centro America.

La “montagna d’argento”, significato del suo nome in lingua Nahuati, è posta a 1000 metri sul livello del mare e gode di un clima fresco durante gran parte dell’anno.

Passeggiamo tranquillamente per la via principale sentendoci osservati dalla popolazione locale.

Noi li guardiamo e sorridendo li salutiamo e loro sorridendo ci guardano da capo a piedi.

 

 

Ci sediamo lungo la via principale di Tegucigalpa per cercare di capire cosa scorre nelle vene di questo popolo che vive in questa città problematica.

Sono scattate le ore 18:00 e tutta la via principale si tappezza di negozi sulla strada che vendono di tutto e di più richiamando l’attenzione dei passanti urlando frasi per noi incomprensibili.

Solo per 2 ore rimarranno aperti perchè poi alle ore 20:00 scatta il coprifuoco.

Tutto il centro si spegne e nessuno gira per la via principale.
E’ sconsigliato girare oltre una certa ora di sera e così decidiamo anche noi di rientrare in hotel.

Siamo contenti di aver visitato la capitale come ultima tappa nell’Honduras.

Domani proseguiamo il nostro cammino e varchiamo una nuova frontiera

 

 

Tegucigalpa (Tegus): Il nostro viaggio nella Capitale dell’Honduras

 

 

Il 10 Agosto 2017 è arrivato il momento di varcare la frontiera dell’Honduras. Abbiamo cercato di vedere tutto ciò che poteva essere sicuro per la nostra permanenza.

Certo, non è stato facile vivere in un paese dove le guardie giravano armate fino ai denti e tutti ci spaventavano per ogni spostamento che facevamo.

E’ una terra che merita. Abbiamo visto posti incantevoli. Tuttavia la paura non è stato di aiuto per poterci fermare più tempo.

Lasciamo la mattina presto la capitale, prendiamo un primo taxi che ci porta alla fermata dei bus per il confine.

Scesi dal taxi siamo stati letteralmente assaliti da venditori di biglietti per bus che ognuno ci vuole proporre il proprio viaggio per passare la frontiera.

Cercano di ipnotizzarci con i loro sguardi, la confusione, le urla.

Ci divincoliamo a fatica, a strattoni, saliamo sul primo bus fermo finalmente salvi da ogni pericolo.

Tiriamo un sospiro di sollievo, tra me e me ho pensato: “è un mondo complicato per noi stare qui”, sempre con il battito accelerato e occhi a 360 gradi.

Arriviamo alla frontiera, piove a dirotto e veniamo accolti da un taxista in bicicletta che pensavamo fosse honduregno invece era nicaraguense che ci accompagna direttamente al confine.

Piove ma lui non si preoccupa, pedala, nonostante il nostro peso e il peso dei nostri zaini.

E’ gentilissimo.  Ci aspetta fin che timbriamo il passaporto e poi ci porta a un nuovo bus che ci porterà fino a destinazione: a Leon in Nicaragua.

Piove. Piove. Non smette mai. Si vede poco. Buio.

All’improvviso un cavallo ci attraversa la strada. Boommmm. Lo schianto!

Il cavallo sbatte contro il nostro pulman. L’autista sterza cerca di non uscire di strada.

Che paura!!!!

Per fortuna tutto bene sia per noi e per il cavallo.

Il cavallo si alza e corre. Noi proseguiamo per la nostra strada.

Io e Luca ci abbracciamo e pensiamo: “le avventure non finiscono mai”.

Avanti sempre! Una nuova pagina del nostro diario ci aspetta.

Ci vediamo dall’altra parte… follow us!

Namastè

Elisa & Luca

 

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