Nicaragua: 4 posti da vedere

Il 10 agosto 2017 è arrivato il momento di varcare la frontiera dell’Honduras per dirigerci verso il Nicaragua!

Il suo nome lo deve all’antica lingua della cultura Nàhuatl, significa “Qui, unito all’acqua” (Aqui junto al agua).

Abbiamo letto che il Nicaragua è considerato il più grande paese dell’America Centrale, più sicuro del suo vicino Honduras e  meno turistico del confinante Costa Rica ed è ricco di storia e di una bellezza naturale tanto inaspettata: laghi, lagune, fiumi, foreste, cascate, vulcani, spiagge bianche e incontaminate, splendide città coloniali, villaggi caratteristici, una flora e fauna ricchissima.

Carichi quindi di entusiasmo abbiamo voglia di vedere sempre di più di questo paese.

Il nostro viaggio quindi inizia con direzione: Leon, ex capitale del Nicaragua, è la seconda città più popolata del Paese con 300mila abitanti.

La parte più antica della città è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità ed è considerata oggi la capitale culturale e religiosa del Paese.

Per il lungo viaggio in bus che ci aspetta dall’Honduras al Nicaragua gli anacardi sono il nostro passatempo.

 

 

I nostri viaggi sono una scoperta continua… mai avrei immaginato di passare il confine  in una maniera così originale.

Come si passa il confine con il Nicaragua? Lo spieghiamo nel video..

 

 

Sotto una acqua torrenziale e sceso il buio il nostro biciclettaio ci porta negli uffici della frontiera che dopo aver espletato le solite formalità ci informa che il nostro permesso di soggiorno in Nicaragua sarà solo di 20 gg.

Noi ci guardiamo in faccia e ci chiediamo il perchè, dal momento che su internet ci eravamo documentati e dicevano 90 gg.

La polizia di frontiera ci spiega che Guatemala, El Salvador, Honduras e Nicaragua si sono alleati insieme affinchè un turista in totale se vuole conoscere contemporaneamente questi 4 paesi non possa rimanere più di 90 gg in totale e non per singolo stato.

Non lo sapevamo!! e se sommiamo il tempo che abbiamo trascorso nei 3 paesi in precedenza rimaneva effettivamente poco.

Non possiamo fare diversamente. Dobbiamo accettare. Ci pongono un nuovo timbro e via in sella della bici attraversiamo il confine e raggiungiamo il nuovo pullman che ci porterà a Leon.

 

 

Eccolo il nostro autista biciclettaio. Passare il confine del Nicaragua in bicicletta ci mancava

 

 

Un pullman ovviamente non basta per raggiungere la nostra destinazione e veniamo lasciati in un posto dimenticato dal mondo dove ci dicono di aspettare la prossima coincidenza.

Ovviamente quando arriviamo ci guardiamo intorno e sotto i riflettori dei locali che ci guardano come fossimo dei marziani.. aspettiamo dubbiosi il nuovo pullman.

Fin che aspettiamo, ci passa davanti un panettiere ambulante.
I negozi sono praticamente inesistenti in parecchi paesi del sud America

 

 
 

LEON

 
 
Arrivati a Leon nel tardo pomeriggio e dopo aver riposato la notte per il lungo viaggio fatto, la mattina ci catapultiamo giù dal letto pronti per conoscere la città.

Ci accoglie con le sue belle case in stile coloniale sempre molto colorate e caratteristiche.

Qui ci sono poi tantissime Chiese, è pieno di Chiese!

Leon è una delle città con le chiese più belle e antiche in Nicaragua, è sufficiente dire che la maggior parte sono state costruite durante la colonia spagnola.

Situato su una piccola collina, la chiesa El Dulce Nombre de Jesus del Calvario si distingue per la finitura artistica dove la mano dell’artista è riuscito a catturare in altorilievo e colori vivaci, scene della Passione di Cristo.

Con due campanili dipinti in rosso, con le sue cornici bianche, questa chiesa attira l’attenzione dei visitatori nazionali ed esteri.

 

 

La cattedrale di León, nota anche come la Cattedrale di Santa María de Gracia, è una chiesa storicamente importante in Nicaragua.

Il Nicaragua è una terra di leggende e la Cattedrale di León è particolarmente ricca di esse.

La gente racconta storie su un tesoro nascosto in valli segrete sotto l’edificio, sul sacerdote decapitato e su un serpente con sette teste in attesa della fine del mondo – beh, i Nicaragua amano i racconti di mostri!

 

 

Girando per le vie, banchetti di frutta ovunque.

Io una PAPAIA così grande non l’avevo mai vista. Squisita!!

 

 

E’ piacevole passeggiare per il centro di Leon, dall’architettura coloniale colorata, una cittadina tranquilla e carina da girare a piedi.

 

 

 
 

GRANADA

 
 
Rimaniamo a Leon qualche gg, per poi proseguire in bus per la vicina Granada, una altra meravigliosa città.

Granada è forse la città più bella del Nicaragua, o meglio quella che a noi è piaciuta di più, una delle città più antiche di tutti gli Stati americani.

E’ la rivale di Leon, anche se è più piccola ed ha appena 160mila abitanti, ma è molto monumentale e aristocratica.

Le chiese meritano tutte una visita.

Di sera Granada si trasforma in un movimentato centro gastronomico. C’è una via di fianco alla piazza principale dove i locali si riempiono di persone che mangiano e ballano.

Mentre mangiavamo ci sentivamo vibrare dentro.

 

Uno scatto alla cattedrale dell’Immacolata non poteva mancare ovviamente.

La cattedrale di Granada è uno dei simboli della città e domina la bellissima Plaza Central, con la sua inconfondibile facciata colorata di giallo e bianco

 

 

Il bello è perdersi nelle vie di Granada e avvicinarsi a questi artisti di strada che di fantasia ne hanno da vendere.

Questo nostro amico per esempio ha pensato di dipingere dei quadri intingendo i pennelli nel caffè…

 

 

Incontriamo persone speciali in giro per il mondo e questo nostro nuovo amico nigaraguense è uno di quelli!!

La fantasia non ha limiti ….

 

 

Altra meravigliosa chiesa, la chiesa  di “Guadalupe de Granada”, che fu fondata nel 1624-1626 da Fray Benito de Baltodano.

La particolaritù di questa chiesa è che detiene una posizione strategica sul punto di accesso alla città provenendo dal Lago, e così al tempo della Colonia si convertì in una chiesa- fortaleza.

Per questa ragione fu sempre esposta ai saccheggi e alle distruzioni dei pirati e dei corsari che arrivavano a Granada attraversando il Lago.

 

 

eccola nel suo splendore..

 

 

Se non si fosse capito, ci piacciono molto i mercati.

Quindi quando arriviamo in un nuovo paese cerchiamo subito dove sono e ci tuffiamo.

ll mercato di Granada è pienissimo di ogni cosa

 

 

Scelta difficile scegliere tra questi colori …

 

 

Il nostro tour per le chiese è innarestabile. Le chiese sono tante e ora è la volta della chiesa “De la Merced” , una delle più importanti chiese qui a Granada.

La sua struttura è di tipo coloniale mentre la sua facciata è barocca. La chiesa sorge in una area occupata anticamente dai Mercedarios da cui ha preso il nome.

 

 

Con il caldo che fa, dissetarci è fondamentale.. Dissetiamoci come? NATURALMENTE …

 

 

Da Granada è possibile fare una escursione al vicino vulcano “Masaya”.

Il Volcan Masaya è anche conosciuto come POPOGATEPE che significa, nella lingua indigena della Tribu Chorotega, MONTAGNA CHE ARDE.

Uno dei suoi crateri, il Santiago è tuttora in attività gassosa e si può vedere al suo interno lava incandescente.

Abbiamo leggermente il FUOCO dietro le spalle..
Bellissima esperienza sul cratere del vulcano “Masaya”, uno dei vulcani più pericoli e attivi del Centro America.

 

 

Scottaaaaaa…. sto vulcano “Masaya“

Il fumo rosso accende ed illumina la notte buia che avvolge il vulcano Masaya. Dopo aver fatto una breve visita della cittadina omonima ed atteso il turno serale con conseguente coda di un’oretta abbondante all’ingresso, ci ritroviamo sul bordo del cratere del vulcano.

Uno spettacolo unico!!

 

 

Stupenda esperienza sulla bocca del cratere del vulcano “Masaya”

A noi piace il BRIVIDO!!!

Sotto di noi vi è uno strapiombo di forma circolare che trapassa il cono fino all’altezza della lava incandescente.

Purtroppo non riusciamo a vedere il magma ribollire o gli schizzi in superficie perché coperti dalle rocce, ma è uno spettacolo unico a cui assistiamo incuriositi.

Sentiamo i rumori dell’attività vulcanica, ma è da alcuni anni che non si verificano eruzioni e tutto sembra ben controllato dai guardaparco.

I bus sono tutti in posizione di pronta evuacuazione …

 

 

Una esperienza SCIOCCANTE che mi porterò nel cuore dal Nicaragua.
L’ultima colata lavica risale a oltre 200 anni fa…. tuttavia sempre pronti a scappare !!

 

 

Ma sotto il sed… abbiamo tutto questo FUOCO che ARDE??
Ora che ho visto con i miei occhi.. mi sono documentata meglio!!

 

 

La stima della temperatura dopo accurate analisi è 6 mila gradi

Il vulcano Masaya mi ha impressionata!

 

 

Un giro per il caotico mercato di Granada in Nicaragua è tassativo.

 

 

Er macellaio ha voluto una foto con Luca pensando fosse uno sceicco arabo

 

 

Il mercato è il luogo secondo me che racchiude la cultura di un paese, per questo li cerco e mi ci tuffo con passione.
Mi piace fermarmi e parlare con le persone, cercando di capire sempre di più il loro mondo. 

 

 

Il Nicaragua è un Paese che mi sta facendo emozionare sotto tanti punti di vista.

Oggi qui a Granada in Nicaragua si teneva l’annuale festa patronale chiamata “Tope de Toros“.

L’unica cosa che avevamo capito che era una corsa di tori lungo le strade della città ma… non avevamo ancora realizzato bene la sua pericolosità.

I tori di grossa taglia corrono come dei pazzi per le strade rincorrendo un fiume di persone che davanti a loro scappano dalla loro presa.

Perchè lo fanno non me lo spiego!! Probabilmente gli puzza la vita…

Dicono che i giovani della città misurano il loro coraggio affrontando il toro per poi fuggire quando questo manifesta l’intenzione di attaccare.

Tra grida, urla e gente che correva, acqua torrenziale e sirene di ambulanze non c’era per niente da stare tranquilli.

Nella via non c’era molta via di fuga. Non c’erano ripari. Bisognava solo correre e scappare!

Quindi capito la teoria di divertirsi dei nicaraguensi abbiamo chiesto ospitalità ad una famiglia che all’arrivo dei tori ci ha ospitati nella loro abitazione.

Abbiamo avuto parecchi momenti di adrenalina a 1000 soprattutto quando i tori impazziti erano a pochi cm dal fondoschiena dei corridori.

 


Il giorno di FERRAGOSTO ci trovavamo ancora qui a Granada.

Qui in Nicaragua non sanno cosa sia! Abbiamo cercato di spiegarglielo ma la storia dei “gavettoni” non è chiara.

Per loro quindi è un giorno normalissimo.

 

 

A Granada abbiamo trovato una ottima soluzione come location. Una bellissima in stile coloniale che ogni mattina ci deliziava con una colazione dei campioni

tenemos mucha hambre..

 

 

Per le strade di Granada venditrici di cappelli ovunque… tuttavia con questo sole forse è meglio coprirla la “cabeza”

 

 
 

SAN JUAN DEL SUR

 
 
Lasciata Granada, con un bus raggiungiamo San Juan del Sur in Nicaragua nel tardo pomeriggio, un meraviglioso villaggio di pescatori.

Ci siamo spostati ora sulla costa pacifica, selvaggia, dalle spiagge grandi e paradiso dei surfisti.

Appena arrivati ci siamo subito tuffati nelle acque di questa splendida baia e i nostri occhi sono stati rapiti da queste “donne pescatrici” che con una forma incredibile trascinavano le reti nelle acque impetuose per cercare di pescare più pesce possibile

 

 

Osservare queste donne con i loro figli alle prese con le reti da pesca mi fa riflettere, perchè rappresenta per loro il cibo che metteranno in tavola per la loro famiglia questa sera.

Sono felici, sorridono sempre e quando chiesi loro se hanno pescato bene, mi risposero: “non abbastanza, domani andrà meglio!”

 

 

I bambini più grandi si tuffavano nelle onde impetuose, i più piccoli in braccio alle loro mamme.

Tornavano a casa con ciò che avevano raccolto dal mare, con il sorriso e gli occhi che brillavano di libertà.

Tutto ciò è nutrimento per la mia mente.

 

 

Ultimi raggi di questo sole… prima che arrivi il tramonto

 

 

Oggi abbiamo sfidato il mare di San Juan del Sur per andare ad incontrare il CRISTO al Mirador del Cristo de la Misericordia.

Abbiamo quindi camminato sulla spiaggia per poi salire per una stradina ripida al punto più alto della montagna dove è stata posta la statua del Cristo.

 

 

Dall’alto del Cristo una bellissima visuale su tutta la baia di San Juan del Sur

 

 

Questa statua alta 25 m − una delle più grandi del mondo − si affaccia sulla città.

per goderci il panorama a 360° del porto e dell’Oceano abbiamo sfidato le onde del mare  per arrivare fino alla statua e regalarci questo tramonto

 

 

La vista è incredibile. La statua del Cristo è enorme.

 

 

Viaggiando per il mondo abbiamo avuto la possibilità di conoscere tanti frutti mai visti, come per esempio i Dragon Fruit.

Tu li conosci i Dragon Fruit, o Pitaya?

Abbiamo scoperto che è una frutta tropicale che in Italia è ancora poco conosciuta.

Il suo aspetto è davvero molto particolare dato che somiglia proprio alla palla infuocata sputata da un drago, e può essere di due colori: rosso oppure giallo.

Questa pianta e’ originaria qui dove ci troviamo noi ora, nel centro America

Ha un gusto dolcissimo

 

 

 

Lasciamo anche San Juan del Sur e con un bus, un taxi e poi con un traghetto raggiungiamo il lago di Ometepe, pensando fosse un tranquillo viaggio di qualche ora… invece…

 

 

si è rivelato una vera e propria avventura…

2 ore di paura …
le acque di questo lago hanno onde come il mare… 
 

 
 

LAGO DI OMETEPE

 
 
Ometepe (chiamata anche Ōmetepētl) significa due colline, in lingua nahuatl.

Vista dall’alto sembra un grande numero 8  e il cui nome deriva dall’atzeco Ome=due + Tepelth= colline)

E’ una isola che si trova all’interno del Lago Nicaragua, detto anche Cocibolca, è costituita da due vulcani uniti tra di loro, il Concepcion ed il Maderas.

Questi 2 vulcani sono stati inseriti fra le nuove 7 meraviglie del mondo.

Si tratta della più grande isola lacustre dell’America Latina.

 

 

Attraccati al molo, ci siamo messi subito alla ricerca di un motorino.

Il problema è che se ci mettiamo un motore sotto … non ci ferma più nessuno!!!
L’isola di Ometepe ora sei nostra!!

 


 
 
Sull’isola di Ometepe si vive nella natura e con la natura.
 
 

 

Una chiesa in paglia e’ la prima volta che la vedo!

Scoperte continue.

 

 

Tra le tante particolarità dell’isola di Ometepe c’è anche il loro modo di asciugare i panni.

Questa è una tipica lavanderia.

 

 

Il sole picchia forte e l’unica nostra salvezza era ogni tanto metterci all’ombra tra i bananeti.

 

 

Vogliamo parlarne dell’uomo che cavalca un TORO.

Io non l’avevo mai visto! Ma qui  sull’isola è normale.

 

 

Gira, Gira, Gira, ci è venuta fame.

Che non ce lo facciamo un piatto di pasta da Ferdinando, un italiano che si e’ trasferito qui a Ometepe?

Spaghetti alla carbonara!!!
Che delizziaaaaaaa per il nostro palato.

Ci fermiamo a conoscere la sua storia e finalmente si mangia PASTA ITALIANA!!!

 

 

Dopo averci riempiti bene la pancia… andiamo a rinfrescarci tra le acque termali di “Ojo de Agua”

Una piscina naturale dove le sue acque provengono direttamente dal vulcano Concepción, circondata da vegetazione , che da un bellissimo colore verde smeraldo.

Non è piastrellata, ma sul fondo ci sono sassi e pietre vulcaniche. Una leggenda narra che chiunque s’immerge nell’acqua alle ore 12 del Venerdì Santo, cambierà sesso!

La piscina è circondata da piante e alberi e ci sono tante grandi farfalle colorate che svolazzano in mezzo alla gente.

 

 

Ci divertiamo a fare gli equilibristi..

 


Bene, è arrivato il momento di lasciare questo paese incredibile e il 2o agosto 2017  salutiamo anche il Nicaragua.

Il viaggio è stato un crescendo di stupore e di meraviglie in una terra unica nel suo genere.

Il nostro viaggio prosegue inarrestabile verso il Costa Rica, dove la nostra prima tappa oltre il confine sarà Tamarindo.

Andiamo a vedere come se la pensano i costaricani questo giro.

Ci vediamo dall’altra parte…

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Namastè

Elisa & Luca

 

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